Tutto comincia con una voce che ti entra nella testa e non se ne va. Una voce che non è tua, ma che imita la tua così bene che finisci per crederle. Ti dice che sei esagerata, che sei fragile, che hai frainteso. Ti dice che è colpa tua se lui mente, se ti sfugge, se scompare. I ragazzi bugiardi non arrivano come uragani, ma come brezza calda. Ti accarezzano prima di bruciarti. Hanno mani che sanno dove toccare e parole che conoscono la strada per disarmarti. Ti parlano con occhi che sembrano guardarti, ma guardano solo il riflesso di sé stessi nei tuoi. All’inizio non li vedi. Perché non si vedono. Si sentono. Li senti nello stomaco, quando tutto sembra perfetto ma c’è qualcosa che non torna. Li senti nel modo in cui ridono troppo forte o restano in silenzio troppo a lungo. Li riconosci dal disordine emotivo che lasciano dietro, come bambini che giocano con la tua psiche e poi si annoiano. Hanno sempre una verità pronta e nessuna colpa. Quando ti parlano sembra che stiano confessando, ma stanno solo mascherando. Le loro bugie non sono solo parole. Sono gesti, omissioni, promesse che non sono mai nate per essere mantenute. Vivono nella contraddizione, abitano lo spazio tra ciò che dicono e ciò che fanno. Ti dicono che sei speciale, ma dimenticano il tuo compleanno. Ti giurano che sei l’unica, mentre scrivono messaggi ad altre mille. Ti raccontano il loro dolore come se fosse una scusa eterna, un lasciapassare per il male che ti infliggono. E tu ascolti. Perché vuoi capire, perché pensi che se riesci a capirli, allora potrai curarli. Ma non si curano. Non vogliono essere curati. Il loro dolore è un’arma, non una ferita. E tu diventi il bersaglio perfetto.
Le regole non le scrivono loro. Le inventano mentre giocano. Cambiano ogni volta che provi a leggerle. Se li affronti, sei pesante. Se li ignori, sei fredda. Se li ami, sei invadente. Se ti allontani, sei egoista. Non puoi vincere, perché il gioco è truccato. Eppure resti. Perché c’è una parte di te che ha bisogno di credere che non sia tutto finto. Che almeno un gesto, un bacio, una parola sia stata vera. Ma nei ragazzi bugiardi non c’è verità , solo specchi. Ti mostrano quello che vuoi vedere, fino a quando smetti di vederti tu. L’amore non c’entra. Non è mai amore. È dipendenza emotiva travestita da passione. È la speranza tossica che questa volta sarà diverso, che se cambi tu, allora forse anche lui cambierà . Ma non cambia. Ti usa come un palcoscenico dove recitare la sua superiorità , il suo fascino, il suo vuoto. I narcisisti mentono per respirare, manipolano per sentirsi vivi. Ti accendono solo per avere il piacere di spegnerti.
Ci sono regole per non farsi ferire. Ma sono regole che impari solo dopo esserti fatta a pezzi. Dopo che hai cercato una spiegazione e hai trovato solo silenzio. Dopo che hai chiesto scusa per colpe che non erano tue. La prima regola è non giustificarli. La seconda è non salvarli. La terza è ricordarti chi sei, anche quando loro provano a riscriverti. Perché ti riscrivono, sempre. Ti fanno credere che sei troppo, o troppo poco. Che ami male. Che sei sbagliata. Ma non sei tu a essere sbagliata. È il loro ego che ha bisogno di una vittima per sentirsi dio. Ferirli non serve. Perché non sentono. Puoi sparire, urlare, ignorarli. Ma loro useranno tutto per alimentare il loro mito. Ogni tua reazione sarà usata come prova del tuo squilibrio, della tua debolezza. Non puoi vincere giocando il loro gioco. L’unico modo per sopravvivere è uscire dal campo. Non guardarti indietro. Non chiederti se hai fatto abbastanza. Non cercare risposte. Nessuna risposta potrà mai restituirti ciò che ti hanno tolto. Il manuale non è per loro. È per te. Per quando sentirai quella voce che ti dice che forse hai esagerato. Per quando ti mancherà anche il modo in cui ti mentivano. Per quando penserai che, in fondo, non erano così male. Ricordati il vuoto che ti lasciavano addosso. Ricordati le notti a chiederti dove fossero. Ricordati come ti sei spenta piano. Ricordati che non era amore.
Scrivere tutto questo è come risalire una ferita che non smette mai davvero di sanguinare. Perché i ragazzi bugiardi non si dimenticano. Lasciano graffi invisibili, voci che restano. Ma c’è un momento in cui la voce smette di comandarti. Un momento in cui la verità smette di fare paura. E allora inizi a respirare di nuovo, anche se con fatica. Inizi a riscriverti, ma stavolta con parole tue. Non c’è un finale. Solo un cammino che si allontana da ciò che faceva male. Un passo dopo l’altro, anche se zoppicante, anche se stanco. Il dolore resta, ma cambia forma. Diventa un monito. Diventa pelle nuova. E forse un giorno non ti ricorderai più il suono della sua voce. Ma ricorderai benissimo il momento in cui hai smesso di cercarlo.
E lì, proprio lì, ricomincia tutto.
Remember me,
Eclipse
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Benvenuta nel mio santuario digitale. Sono Alice, e qui raccolgo i frammenti del tempo che scivola tra le mani, da Milano all'Olanda, cercando sempre la bellezza nell'invisibile.
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